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Salasso del comune ai pescatori di Nettuno

Una storia che si trascina da anni nella confusione e nella fredda legge della burocrazia. Stanno arrivando avvisi di pagamento per arretrati dal 2007 ai pescatori professionisti di Nettuno, che vanno dai dodici mila ai quattordici mila euro e calcolando che molti di questi piccoli gozzi queste cifre non  le guadagnano neanche in un anno si può immaginare in quale dramma si trovino i pescatori.

L’autorizzazione a ormeggiare le barche da pesca nelle banchine  “P” e “Q” del Marina di Nettuno parte dal lontano 1983, alla costruzione del porto vengono affidate queste banchine al comune proprio per la presenza di alcune barche da pesca già private del loro posto storico a causa della costruzione del nuovo porto.

La Concessione Demaniale N. 261/1983   art. 6  in sintesi dice “…si precisa che una parte della darsena PQ…destinata agli usi del comune…dovrà essere lasciata libera per gli usi della pesca locale”, in altra Convenzione tra Comune e Marina si stabiliscono 130 metri lineari liberi per i pescatori professionisti e i restanti 30 metri per i diportisti.

Questo rimane invariato fino al primo commissariamento del comune di Nettuno, quando il Prefetto Mario Licciardello per risanare i conti nel 2007  decide insieme ad altri due dirigenti di deliberare delle tariffe per i posti barca anche ai pescatori professionisti a cui addebita duemila euro all’anno per l’ormeggio in porto, lo pubblica per 15 giorni sull’Albo Pretorio del comune e passa la palla alla futura giunta, pare senza notifiche domiciliari agli interessati.

Il sindaco Chiavetta e i dirigenti, ricordano i pescatori,  non notificarono nessun ritardo di pagamento, i pescatori continuavano tranquillamente il loro lavoro senza mai pagare nulla neanche il condominio perchè le colonnine dei servizi erano prive di acqua ed elettricità. Questo fino a quando non arrivò il nuovo Commissario ad acta, la signora Raffaella Moscarella vice Prefetto che dal 7 Aprile 2015 prende la guida amministrativa della città e si rende conto che la situazione economica e finanziaria non è sull’orlo del burrone ma  direttamente di sotto. Decide allora di recuperare un bilancio drammatico in cui i pescatori sono tra i primi ad essere colpiti. Qualcuno tira fuori questa vecchia delibera fatta dal precedente Commissario e cominciano a fare i conti degli arretrati. Sono già arrivati avvisi di pagamento  dalla tesoreria del comune ad ogni gozzo di pescatori professionisti, la maggior parte tra i 6 e i 7 metri,  a cui pendono debiti per dodici mila  e quattordici mila euro.

L’Associazione dei pescatori professionisti ha dato incarico a due avvocati per sbrogliare la matassa, vista l’eccezionalità del caso si potrebbe creare un precedente pericoloso per tutti i pescatori d’Italia che hanno diritto ad usufruire dei porti e  nei Marina, in rari casi,  pagano il minimo per il condominio ed eventuali servizi. Non è escluso l’agitazione ed la manifestazione pubblica di protesta nel caso la soluzione non abbia esito positivo.

Questa vicenda è talmente agitata che stavolta il pescatore non si sente sicuro neanche in porto.

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