Politica

Il PD chiede il consiglio per salvare il porto pubblico

Il segretario del Partito Democratico Gianni De Micheli e i consiglieri comunali Ivano Bernardone, MariaTeresa Lo Fazio, Andrea Mingiacchi nell’ultima conferenza stampa lanciano l’ennesimo grido di allarme affinchè la città di Anzio non perda le quote pubbliche della società partecipata Capodanzio spa di cui siamo soci maggioritari con il 61%.

“Questo è un chiaro indirizzo politico del sindaco”- dice De Micheli- “ portare la società alla dismissione delle quote per cederle ai privati. Tutto è chiaro ripercorrendo la storia dal 2011 quando fu rilasciata una concessione demaniale e invece di procedere con un piano sostenibile si è giocato a fare una gara di appalto andata deserta nel 2013 e solo nel 2014 si è messo mano ad un inversione del cronoprogramma con un Piano Economico Finanziario effettivamente sostenibile rimasto su carta e solo in questi giorni si sta prendendo possesso delle aree ma invece di procedere ad operazioni per favorire le entrate economiche si vuole procedere con un altra gara d’appalto che allunga i tempi della rianimazione societària . Sono due mesi che il PD chiede un consiglio comunale sulla questione del porto ma continua il silenzio tombale . Vorremmo discutere la situazione per salvare le quote pubbliche, noi abbiamo una proposta ma siamo aperti a tutte le altre valide che chiunque voglia presentare avendo come obiettivo il mantenimento e la funzionalità del porto pubblico. Invece si presenterà l’ennesimo bilancio fallimentare.”

Che anche la Capodanzio sia in conflitto con il sindaco lo dimostrano le ultime dimissioni del presidente Luigi D’Arpino che in sostanza, nella sua conferenza stampa di pochi giorni fa, espone la stessa denuncia del PD e afferma: “Qualcuno spinge la società verso la privatizzazione, e non cercatelo oltre i cordoni della città” .

E’ chiaro che il problema ormeggiatori è un falso problema, da prima il sindaco non è stato in grado di mediare un accordo costretto dal cambiamento del crono programma e ora , cercando di passare la patata bollente (ormai tiepida) al privato che sbrigherà la questione velocemente.

Il sindaco dovrà spiegare, inoltre, perchè sul piano di razionalizzazione non è scritto che la Capodanzio ha due dipendenti. Forse rientra nel piano di fallimento della società? Infatti una partecipata senza dipendenti per Decreto Legge viene dismessa, per la precisione se i dipendenti sono meno degli amministratori del CdA non ha ragione di esistere. Il problema più grave non è tanto vendere le quote, che già sarebbe una disfatta, ma svenderle per fallimento e guidare il procedimento con tutta la consapevolezza.

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