Associazioni

C’ERA UNA VOLTA IL…TOMBOLO

C’era una volta, ma c’è ancora. Da questa primavera esiste nel nostro territorio un’associazione culturale, la ETRA, che sta cercando di riaffermare, valorizzare e diffondere le antiche tecniche artigianali, quali lavorazione di merletti a tombolo, chiacchierino, macramè, pittura su porcellana, etc.

Un nome, quello dell’associazione, che di per se non dice nulla, ma che letto al contrario, apre tutto un mondo.

L’iniziativa è nata da Maria Grazia Oreglia, appassionata del merletto che è riuscita ad aggregare intorno a se un buon gruppo di adepti, cercando di promuovere e sviluppare lo studio di elementi d’arte come risultato di una ricerca storica, tecnologica, scientifica e culturale.

Gli altri scopi della ETRA, così come sono specificati nel proprio statuto, sono: stimolare e promuovere l’integrazione tra elementi artistici italiani con culture, tecniche, arti, saperi e mestieri stranieri, per la creazione di oggetti/manufatti di artigianato artistico di pregio, esaltando la maestria artigianale e, poi, stimolare e promuovere l’estro e l’originalità tipica del territorio.

Sempre attento alle iniziative culturali del territorio, Anzio Space ha avvicinato la Signora Oreglia.

Ci può dire come è nata l’idea e come si è poi concretizzata la nascita dell’Associazione?

“E’ nata fondamentalmente da persone che amano il tombolo.” –esordisce la studiosa –“Io e le altre due socie fondatrici siamo riuscite a coinvolgere un buon numero di persone ognuna con la propria esperienza, che hanno in comune il fatto di essere state, in passato, mie allieve. C’è quella che sa ricamare, quell’altra che si è specializzata nella realizzazione del tombolo stesso. La fortuna ha voluto che ognuna di esse è riuscita a coinvolgere e a portare nel gruppo, delle proprie conoscenze ed amicizie, ognuna con delle proprie specificità manuali, facendo nascere una sorta di mini-artigianato che è riuscita a realizzare delle cose molto carine. Chi è interessato può venirle a vedere nella nostra piccola esposizione che faremo belle prossime settimane”.

Infatti, dal 25 luglio al 1° agosto e dal 9 al 17 agosto, i manufatti realizzati dalle associate (tombolo, chiacchierino, pittura su porcellana, e altro), saranno esposti all’interno della sala Rita Levi Montalcini, al primo piano del numero civico 20 (sopra l’agenzia del turismo) di Piazza Pia.

La particolarità dei tomboli esposti, è che sono stati realizzati da una delle socie, che seguendo gli insegnamenti della signora Oreglia, e della sua ventennale ricerca in merito, ha iniziato a costruire delle strutture molto belle e ricercate.

Anche se la signora Oreglia non si definisce una vera e propria insegnante, ma solo una grande appassionata, sta di fatto che due anni fa è riuscita a tenere un corso presso la scuola d’Arte di Anzio, sulla tecnica e storia del tombolo.

“E’ stata una bella esperienza, un corso gratuito e fuori l’orario di scuola, dove sono riuscita a trasmettere la conoscenza della tecnica del merletto a 15 allieve che facevano già tessitura a scuola. Un numero certo non grandissimo, ma abbastanza cospicuo, soprattutto per la passione che hanno messo. Nel corso ho provato a contestualizzare la tecnica del merletto, cercando di trasformare il merletto antico, in uno più moderno, pur lasciando intatta la tecnica di base, usando più colore e più accostamenti… passando come accostamenti pittorici da un Raffaello a pittori moderni. Purtroppo col cambio della Preside, la cosa è decaduta, in quanto la nuova non ha voluto dare continuità al progetto… un vero peccato. Anche perché i risultati sono stati ottimi. Ad esempio uno dei vestiti che quest’anno hanno sfilato all’Istituto Colonna-Gatti,aveva la merlettatura fatta al tombolo da una delle allieve del corso. Un bellissimo vestito che sarà esposto nella mostra di piazza Pia”.

Ma dove realizzate questi piccoli capolavori? Avete un punto di aggregazione o ognuno li fa per proprio conto?

“Fino ad oggi, il punto di aggregazione era casa mia. Ho una villetta abbastanza grande a Santa Teresa e sono riuscita a ricavare un ambiente per lavorare. Da settembre in poi, saremo ospitate, tre volte la settimana, in una ex-sede del PD di Nettuno che non è più utilizzata, aspettando che il Comune di Nettuno ci trovi, come ha promesso, un ambiente per una sede tutta nostra”.

Per lei, cosè e cosa rappresenta il tombolo?

“Secondo me è una passione. Di per sé è un cuscino su cui si incrociano tanti fili, però è una grande passione che coinvolge tutto”.

Idee e progetti per il futuro?

“A dire il vero ne ho tante, quello che mi intriga di più e che prima o poi vorrò realizzare, è una specie di mostra dove, partendo dalle opere esposte… decisamente dovrò accontentarmi di riproduzioni ben fatte, perché portarle qui costerebbe troppo, si potrà studiare le varie tecniche merlettistiche dell’epoca e della zona di provenienza dei quadri”

Una specie di mappatura del merletto?

“In un certo senso si, anche perché così facendo si può scoprire anche l’evolversi di certe scuole artistiche, gli spostamenti dei vari maestri. Ma questo è solo una delle idee che ho. Per esempio con le mie conoscenze dovute a vent’anni di studio e di incontri con i maggiori esperti del settore, potrei portare ad Anzio tante persone per realizzare una specie di convegno che possa coniugare il territorio-mare al ‘filo’. E questo perché il tombolo è nato e si è affermato quasi sempre nelle città marinare; Venezia, Genova, il Belgio. Quindi c’è tutto un contesto marinaresco dietro, anche perché la lavorazione del tombolo è una specie di rete da pesca, non solo ‘il filo’ è come quello delle reti, ma anche i punti sono gli stessi. Noi, ad esempio, usiamo il nodo del marinaio per chiudere i lavori. Si tratta di un progett ancora in embrione, ma che sarebbe bello realizzare.”

In attesa di realizzare questi progetti, invitiamo tutti gli appassionati del merletto o solo coloro che siano curiosi di vedere delle realizzazioni moderne che possano, in qualche modo. ricondurli ai ricordi dei nonni, a visitare la mostra di Piazza Pia.

 Maurizio D’Eramo

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